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I chimici del futuro - Il Sole 24 Ore

21/07/2017

All’Its per le nuove tecnologie della vita i «chimici» del futuro

di Francesca Malandrucco

È partito sette anni fa con il primo corso biennale di specializzazione post diploma e una neonata fondazione cui faceva capo, accanto agli enti istituzionali, una sola impresa. Oggi l’Its per le nuove tecnologie della vita, con i suoi quattro corsi di super specializzazione tecnica, tutti a vocazione chimica, e un network di 80 aziende sparse sul territorio nazionale, ha raggiunto un tasso di occupabilità dei suoi studenti che sfiora il 100%. Non solo. Grazie ad un accordo con l’università telematica E.Campus, ai ragazzi che intendano proseguire gli studi una volta usciti dall'istituto tecnico superiore, intraprendendo un percorso universitario, vengono riconosciuti 120 crediti formativi e la possibilità di iscriversi direttamente all'ultimo anno del corso di laurea triennale in Ingegneria chimica. 

L’Its per le nuove tecnologie della vita 
L’Istituto per le nuove tecnologie della vita, inoltre, da quest'anno è entrato a far parte di una rete di quattro fondazioni Its partecipate da Assolombarda che offrono percorsi formativi con un focus particolare sull’industria 4.0. Ognuno dei quattro corsi di alta formazione tecnica, nei settori del chimico, chimico-farmaceutico, nutraceutico e ambientale, dal tecnico superiore per le applicazioni industriali della gomma e del Ptfe (il politetrafluoroetilene), al tecnico superiore per applicazioni chimico industriali, per le produzioni biotecnologiche industriali o per la gestione di apparecchiature biomediche e a progettazione di soluzioni software, prevede infatti un modulo di competenze informatiche ad hoc per la produzione automatizzata e interconnessa. 

«Il nostro obiettivo - spiega Giuseppe Nardiello, presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita - è quello di formare figure professionali altamente qualificate ma che non abbiano nulla da invidiare a chi sceglie un percorso di studi più classico, come ad esempio quello universitario». Materie come fisica e analisi, dunque, diventano parte integrante del percorso Its e vengono portate avanti sia nelle 1.200 ore tecnico-pratiche che i ragazzi svolgono in classe, sia nelle 800 ore di stage in azienda, in cui vengono messe in pratica tutte le nozioni teoriche sviluppate a scuola. 

«Il riconoscimento del biennio Its da parte di un’università telematica - aggiunge Nardiello - dimostra come il nostro non sia affatto un percorso di serie b. Al contrario riteniamo che abbia una marcia in più. I nostri ragazzi, terminato il biennio di studi Its, non solo escono con la qualifica di tecnico superiore, ma hanno nella quasi totalità dei casi un primo contratto di lavoro in una delle aziende Italiane del settore chimico, oltre alla possibilità di prendere anche un titolo di studi universitario».

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